BOLOGNA CALCIO 2016-2017: LO STATO DELL'ARTE

May 3, 2017

 

La sosta imposta dagli impegni della Nazionale consente di fare un bilancio quasi definitivo della stagione del Bologna quando mancano ancora nove turni al fischio finale. L’obiettivo di partenza, più volte sbandierato, era quello di ottenere una salvezza tranquilla con qualche punto in più rispetto all’anno scorso. Fino ad oggi questo risultato è stato ottenuto con un rendimento che supera di pochissimo il punto a partita. In 29 incontri disputati infatti il Bologna ha conquistato 34 punti frutto di nove vittorie (sei in casa, tre in trasferta) e sette pareggi (due al Dall’Ara, cinque fuori casa).

Un andamento non esaltante che ha creato delusione tra i tifosi specie dopo l’avvio scoppiettante che aveva fatto sperare in un campionato molto più redditizio. Nelle prime sei partite il Bologna aveva intascato ben dieci punti con tre successi casalinghi e un pareggio esterno; un bottino che l’aveva insediato temporaneamente addirittura al quarto posto. Se avesse proseguito ottenendo un punto e mezzo a partita, come era avvenuto nelle prime giornate, avrebbe potuto concludere con 54-55 punti che l’avrebbero inserito sicuramente tra le prime dieci formazioni del campionato.

 

Purtroppo però all’exploit iniziale è seguito un calvario di risultati che ha tolto in fretta il sorriso a tutti. I tifosi sono stati i veri protagonisti della stagione, hanno sfoderato infatti una sopportazione encomiabile incitando i propri beniamini anche quando commettevano disattenzioni imperdonabili unite a mancanza di concentrazione; errori gravi che hanno buttato al vento almeno dieci punti.

Dalla sesta alla diciannovesima giornata il Bologna ha marciato ad una media retrocessione ottenendo appena dieci punti, un crollo che in un campionato normale lo avrebbe relegato in coda, col rischio di finire invischiato per sempre nella lotta salvezza. Quest’anno, per fortuna del Bologna ma per sfortuna degli amanti del calcio, il tasso tecnico del campionato è bassissimo e così, già dopo pochi turni, si potevano identificare con chiarezza le squadre destinate alla retrocessione. Formazioni come il Pescara che in 29 turni ha vinto solo una partita sul campo (l’altra a tavolino per penalizzazione del Sassuolo) e quindi si è spontaneamente offerta per il ritorno in B.

 

La mancanza di competitività degli altri ha regalato forse eccessiva tranquillità ma non ha nascosto la scarsa qualità del gioco mostrato dal Bologna che ha alternato momenti di vera crisi a pochissimi sprazzi di rendimento accettabile. Ha mostrato inoltre chiari limiti caratteriali subendo per molte giornate gol nei primi dieci minuti, passando poi ad incassare reti con una regolarità sconcertante negli ultimi decisivi dieci minuti. I rossoblu sono arrivati addirittura a causare rigori nei secondi di recupero, favorendo in più gli avversari con espulsioni a raffica.

Quali sono le cause e quale reparto ha portato ad un rendimento così sconcertante?

La carenza maggiore senza dubbio l’evidenzia l’attacco dove non sono bastate le qualità di un ritrovato Verdi e l’impiego di Di Francesco (limitato a volte da Donadoni) a compensare il flop di Destro che non ha certamente onorato il costo del suo cartellino e tanto meno l’ingaggio che percepisce. In alcune partite il centravanti che doveva fare la differenza è sembrato un fantasma che non solo non riusciva ad andare in gol ma non favoriva neppure l’inserimento dei compagni di linea o di quelli che si proiettavano in avanti dalle retrovie.

 

Fortuna ha voluto che in organico ci fosse Dzemaili che si è inventato bomber e, grazie anche alla sua esperienza e ad un tasso qualitativo notevole, ha colmato in parte il vuoto-reti lasciato da Destro. 

Notevoli negatività sono apparse anche in difesa. Lo scarso rendimento non lo si può addossare ad un unico giocatore; si è trattato di un crollo generalizzato che ha toccato a turno tutti gli elementi in retrovia e spesso purtroppo molti di loro contemporaneamente.

Dal discorso difesa vanno esclusi ovviamente i due portieri che sono stati senza dubbio i migliori dell’intero organico insieme a Dzemaili. Mirante e Da Costa (specie quest’ultimo chiamato all’improvviso a ricoprire il ruolo di titolare per un lungo periodo) hanno dato solo certezze nonostante alcuni piccoli errori apparsi in partite che ormai erano segnate e quindi non potevano essere influenzate nel risultato.

Il settore dove si sono avvertite meno carenze è stato il centrocampo che non ha comunque brillato (specie da Taider ci si attendeva molto di più nonostante l’infortunio subito) ma tutto sommato è stato più volte da sufficienza rispetto ad attacco e difesa negativi. La giovane età di alcuni elementi ha senza dubbio influito ma non ha portato gravi mancanze specie sul piano della tenuta fisica. Cosa che non si può dire per la difesa dove molti giocatori anziani hanno mostrato la corda e commesso errori da campionato dilettanti facendosi espellere a seguito di comportamenti plateali che dovevano risparmiarsi. Un elemento che gioca in A da anni sa bene che certe frasi in diretta tv sono concesse dagli arbitri solo a tesserati dei grossi club, non a quelli del Bologna.

 Aggiungiamo poi una serie interminabile di infortuni che non può essere addossata solo alla sfortuna. Il Bologna ha in organico giocatori “datati” che sono quindi soggetti a lunghi stop per problemi muscolari ma a questo va aggiunto il fatto che in parecchie partite tutta la squadra arrivava al finale sulle ginocchia; forse proprio questa è stata la causa determinante di moltissimi errori tecnici oltre alla mancanza di lucidità mentale.

 

Un ultimo appunto alla conduzione tecnica di Donadoni che non è stata priva di errori nel varare le formazioni di inizio partita e forse di più nelle sostituzioni. Ma un tecnico è sempre condizionato dal materiale che ha a disposizione e da come viene rinforzata la squadra a gennaio ed in questo Donadoni non è stato certamente aiutato dalla società. Si è preferito investire sulla struttura societaria piuttosto che fare uno sforzo per dare il tocco di qualità ad un organico che ne aveva proprio bisogno. Più di tutto è mancato un elemento capace di focalizzare su di sé l’attenzione dei compagni in campo e negli spogliatoi, stroncando sul nascere ogni attrito interno che inevitabilmente si crea tra chi gioca e chi va in panchina.

 

Please reload

Post recenti

June 28, 2018

Please reload

© 2017 by Automobile Club Bologna.