LA FOTOGRAFIA: IERI, OGGI… E DOMANI

La fotocamera, o macchina fotografica, è uno strumento attraverso il quale si ottengono immagini di oggetti reali stampabili o, in tempi più recenti, archiviabili su supporti elettronici... Ma facciamo un passo indietro: perché si chiama fotocamera, se non per il fatto che la sua antenata fu proprio la "camera obscura"?

Una stanza, per l'appunto, o una scatola scura dove, lasciando passare la luce attraverso un foro, detto stenopeico, praticato in una delle pareti, si osservò che sulla parete opposta si formava un'immagine speculare e capovolta di ciò che accadeva all'esterno.

Dopo gli studi di Leonardo da Vinci, nel 1490, questa tecnica venne usata da diversi pittori, come per esempio il Canaletto, per ricalcare e dunque riprodurre fedelmente su una carta velina, il paesaggio proiettato attraverso il foro stenopeico. Siamo ancora agli albori, ma il dado ormai è tratto.

Nel corso dei secoli successivi vennero inventati il diaframma, la lente ottica, fino ad arrivare al 1676, quando viene aggiunto uno specchio inclinato a 45 gradi rispetto all'obiettivo allo scopo di raddrizzare l'immagine proiettata all'interno della camera obscura. Naturalmente nel corso del tempo tantissimi sono stati gli uomini di scienza che si sono cimentati nell'impresa di riprodurre e fissare un'immagine, e non possiamo menzionarli tutti. Ma ci vorranno ancora circa duecento anni prima che venga trovato il modo di fissare permanentemente l'immagine su un supporto: è il 7 gennaio 1839 quando nasce ufficialmente la fotografia. Louis Mandé Daguerre inventa infatti il dagherrotipo, una sorta di Polaroid antelitteram, all'epoca una lastra di rame argentato sulla quale rimaneva impressa l'immagine che si voleva ritrarre. Il titolo di inventore ufficiale della fotografia Daguerre se lo contende però con il fisico inglese William Henry Fox Talbot, che inventa una matrice capace di riprodurre potenzialmente all'infinito una stessa immagine: sostanzialmente il negativo fotografico.

                                                                                       

A questo punto il metodo che utilizza la luce per "scrivere" la realtà che ci circonda è stato inventato, ma manca la macchina fotografica come la intendiamo ai giorni nostri, uno strumento di uso comune, che possa essere anche facilmente maneggiato. E sarà proprio il cognato di Daguerre, Alphone Giroux, a mettere a punto una macchina formata da due scatole di legno scorrevoli una dentro l'altra per permettere la messa a fuoco. Macchine ovviamente ingombranti, pesanti e costose, ma che cominciano ad aprire il mercato legato alla fotografia. Non vogliamo entrare troppo nel dettaglio, nel frattempo sono state inventate tante migliorie, finché nel 1888 l'americano George Eastman, intuendo il potenziale commerciale della fotocamera, costruisce un apparecchio maneggevole, di facile uso, privo del meccanismo di scorrimento e di qualsiasi regolazione, dotato solo di un pulsante di scatto, di facile utilizzo, tanto che lo slogan della nascente Eastman Kodak Company divenne "voi premete il bottone, noi facciamo il resto". Fu un successo planetario, la fotocamera veniva venduta al prezzo di soli 25 dollari, sigillata e dotata di una pellicola utile per cento pose. Fermiamoci qui con la storia, lasciamo questi pionieri e torniamo a tempi più recenti.

 

La struttura della macchina fotografica cambia, la meccanica cede il passo all'elettronica, ma il sistema è sempre il medesimo, è sempre la luce che attaversando l'obiettivo, regolata dal diaframma e dal tempo di otturazione, viene catturata e trasformata in segnale elettronico da un sensore digitale anziché imprimersi su una pellicola fotografica. Il mercato si espande in maniera esponenziale, basti pensare che se nel 2000 sono circa dieci milioni le fotocamere digitali vendute, nel 2010 arriviamo a centoquaranta milioni... Di contro si osserva però una crisi irreversibile della fotografia basata sulla pellicola, fino al punto che aziende storiche come Polaroid e Kodak devono scomparire o riconvertirsi..

 

È facile adesso ottenere immagini fotografiche di qualità, la fotografia è davvero alla portata di tutti. Con poche centinaia di euro si può acquistare un apparecchio fotografico digitale di buona qualità, potendo scegliere tra Reflex, compatte e Mirrorless. Tuttavia la crisi irreversibile della fotografia basata sulla pellicola ha portato con sé una crisi di contenuti: prima la fotografia era un vero e proprio manufatto, non era alterabile e dunque era

 

un testimone affidabile della realtà, mentre l'immagine digitale, con la sua facilità di manipolazione, anche attraverso i sistemi di fotoritocco, non rende più possibile distinguere

 

il reale dall'immaginario. Può essere un bene oppure un male, a voi decidere.

 

 

 

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