La rotatoria

 

È capitato e certo capita di frequente a tutti noi automobilisti di trovarci in un’intersezione “a raso” (definizione tecnica dello spazio comune a due o più strade che si incontrano sullo stesso piano: noi lo chiamiamo più semplicemente incrocio), in assenza di segnali e dovendo svoltare a sinistra. Come vorremmo allora che la circolazione avvenisse “a livelli sfalsati”, cioè con sottopassi e sovrappassi, dove si potesse scorrere liberamente senza conflitti con gli altri utenti! Ma anche senza il ricorso ad infrastrutture costose, e pesanti in termini ambientali, il traffico può essere molto facilitato dalla presenza delle cosiddette rotatorie, il cui scopo è chiaramente quello di evitare gli arresti prolungati che sarebbero causati dai semafori e di eliminare di fatto la svolta a sinistra, che, con la necessità di dare la precedenza a chi proviene di fronte, arreca spesso intralcio anche grave, se pur involontario.  

 

Per assolvere bene il proprio compito, la rotatoria deve poter essere percorsa da un grande numero di veicoli nel minor tempo possibile, e questo si ottiene mutando la classica norma della precedenza a destra, e imponendone l’obbligo a chi entra: il traffico è più rapido e snello, e la capacità della strada può essere sfruttata al meglio. Per inciso, non si vede perché non si sia inserito un piccolo paragrafo nel codice della strada che stabilisse come chi stia percorrendo la rotatoria abbia la precedenza su chi si appresta ad entrarvi: si sarebbero risparmiati cartelli a decine di migliaia (un segnale di “dare la precedenza” per ogni accesso in ogni rotatoria del territorio nazionale). Ma questo è un altro discorso. In ogni caso, perché la rotatoria sia un aiuto reale e non diventi una trappola o addirittura inneschi l’incidente, è molto importante che il comportamento di chi vi accede sia corretto e senza indecisioni.

La circolazione nella rotatoria si può scomporre in tre manovre: svolta a destra, più o meno accentuata, per entrare; curva a sinistra, più o meno ampia, per raggiungere l’uscita; nuova svolta a destra per venirne fuori. Non dimentichiamo che è una “svolta” la manovra che fa cambiare strada mentre è una “curva” quella che fa modificare la direzione restando nella medesima carreggiata. 

Il primo problema da affrontare all’ingresso in una rotatoria, quando il percorso non sia familiare, è quello della destinazione. Occorre osservare attentamente, e decifrare alla svelta, il segnale di indicazione, che si troverà a conveniente distanza. È importante rendersi ben conto della traiettoria da seguire prima di iniziarla, per evitare di doverla correggere avventurosamente durante la manovra. Alla cognizione precisa del comportamento da tenere farà seguito la corretta segnalazione: perché bisogna pur avvertire il prossimo, per l’incolumità di tutti.  Ed ecco il secondo problema: quali avvisi dare con gli indicatori di direzione (noti fin dai primordi dell’automobilismo con il nome, sempre in voga seppure anacronistico, di “frecce”)? Si dovrà cominciare con l’azionare la freccia di sinistra. Sì: di sinistra, anche se poi ci si dovesse muovere subito verso destra  per uscire alla prima intersezione. Va usata la freccia a sinistra, perché in quel momento, e in quel punto, la segnalazione deve essere vista da coloro che sopraggiungono, i quali, trovandosi in un anello a senso unico, non possono arrivare altro che da sinistra. 

Si può stabilire una buona analogia con l’ingresso in autostrada: si cambia carreggiata; gli “altri” arrivano solo da sinistra; non c’è altra possibilità se non quella di immettersi nel flusso della circolazione, che avviene, appunto, a senso unico. Se poi si vuole imboccare la prima uscita, una volta entrati si metterà subito la freccia a destra e, tenendosi in prossimità del margine destro della carreggiata, ci si appresterà ad uscire dalla rotatoria.

Chi ritiene prudente – come abbiamo sentito dire - percorrere tutto l’anello tenendosi sempre a destra provoca un grosso intralcio, ostacolando il movimento di coloro che debbono via via uscirne. Al contrario, se non si vuole svoltare subito, ci si deve avvicinare all’isola centrale tanto più quanto più lontana sarà l’uscita; non è obbligatorio mantenere in funzione la freccia di sinistra, ma, visto che non è nemmeno vietato, sarà opportuno che il conducente valuti, a seconda dei casi, se la segnalazione possa essere utile per aiutare gli altri a capire le sue intenzioni. Superata finalmente la penultima uscita, si azionerà l’altra freccia e ci si riporterà verso destra, tempestivamente ma con giudizio (è una parola…), e si imboccherà la nuova strada. Nel frattempo gli utenti in procinto di entrare dai vari accessi avranno dato la precedenza (così si spera). Tuttavia, pur senza prepotenze, come è ovvio, si dovrà affrontare l’ingresso nelle rotatorie anche senza tentennamenti, sapendo quel che si deve fare e mettendolo in pratica con decisione.

La circolazione nelle rotatorie è una sorta di test con cui vengono provate le capacità fondamentali che fanno il buon automobilista: comprensione tempestiva della situazione; esatta valutazione degli spazi; attivazione rapida dei segnali; esecuzione decisa ma accurata delle manovre.

Sono tutte cose abbastanza facili da scrivere sulla carta, un po’ più difficili, ma non certo impossibili, da mettere in pratica sulla strada.

Please reload

Post recenti

June 28, 2018

Please reload

© 2017 by Automobile Club Bologna.