60 ANNI DI PALASPORT. PalaDozza - La"cattedrale" del basket Italiano

September 4, 2017

 

Il volume (uscita prevista a settembre) che riporta gli avvenimenti sportivi, politici, di costume, spettacolo, dei primi 60 anni di vita del Palasport di Bologna è frutto di un lungo lavoro di ricerca durato oltre un anno. L’impegno di scoperta, catalogazione, analisi e scrittura degli autori (Lamberto Bertozzi e Giuliano Musi) si è focalizzato su documenti ufficiali, pubblicazioni stampa, e racconti a voce dei protagonisti. Sarebbe stato impossibile infatti ricordare tutte le manifestazioni con sede al Palasport che dalla sua nascita ha subito anche una radicale ristrutturazione che ne ha ridotto notevolmente la capienza. Ciò che emerge e lascia stupiti è che il PalaDozza (come è stato ribattezzato il 12 settembre 1996 in onore del Sindaco che l’ha ideato e voluto) resta tuttora un esempio sul piano architettonico e uno dei principali punti di aggregazione per l’intera città.

 

Nei suoi primi 60 anni ha vissuto in prima persona tutti i maggiori eventi locali a cui si sono aggiunti storici appuntamenti nazionali e internazionali che hanno visto milioni di persone affollare le sue gradinate.

 

Il Palasport è il primo importante impianto sportivo post bellico realizzato a Bologna. E’ stato costruito sullo spazio “liberato dai bombardamenti” tra Porta San Felice e Porta Lame su cui sorgeva in precedenza l’Ospedale Maggiore che era adiacente alla palestra Canetoli.

Il sindaco Dozza, che è stato il principale animatore del progetto del Palasport, ha fatto fare alla Bologna sportiva un salto di qualità paragonabile in parte a quanto realizzò Arpinati negli anni ‘20 con la costruzione dello Stadio (ora intitolato al presidentissimo Dall’Ara), delle piscine (coperta e scoperta), dell’Antistadio, del Motovelodromo, del campo Virtus, dell’Ippodromo e del galoppatoio GIL, per citare solo i centri sportivi di maggior rilevanza.

 

Il Palasport è considerato da sempre una delle “cattedrali” della pallacanestro italiana, e fu realizzato dopo che ci si rese conto che l'arena della Sala Borsa, in pieno centro cittadino, era diventata insufficiente. Decisiva fu la convinzione che Bologna, ritenuta giustamente la “capitale del basket italiano” (ha avuto contemporaneamente tre formazioni nella massima serie), doveva confermare questa sua indiscussa supremazia anche nell’impiantistica con una cittadella del basket di livello europeo.

L’idea iniziale risale al 1952 prevedeva un Palasport leggermente diverso nell’aspetto e con dimensioni inferiori rispetto a quelle che poi furono decise. Non aveva un tetto a lente così pronunciato e vedeva solo due blocchi per uffici. Gli altri due erano previsti liberi, coperti da tettoie, per l’accesso del pubblico. Nel progetto finale invece tutti e quattro gli angoli hanno visto la costruzione di settori in cui sono stati ricavati uffici per i Comitati regionali e provinciali delle federazioni sportive, l’abitazione del custode, la sede dell’Istituto di Medicina dello Sport e sale per incontri e conferenze, oltre ad una sala stampa.

 

La storia del Palazzo dello Sport di Bologna ha avuto inizio il 15 marzo 1954, alle ore 11, in via Brugnoli, con la posa della prima pietra da parte del Sindaco Giuseppe Dozza e del Delegato Provinciale del C.O.N.I. ingegner Baracchi a cui era stato affidato anche l’incarico di direttore dei lavori di costruzione. Alle ore 10,30 del 9 agosto 1956 alla presenza del Ministro Medici, del Presidente del C.O.N.I. Nazionale Avvocato Giulio Onesti, del Sindaco di Bologna Giuseppe Dozza e di tutte le autorità, avvenne il fatidico taglio del nastro.

La costruzione è stata completata in appena due anni (dal 1954 al 1956).  Il Palasport è stato uno dei punti di riferimento del basket italiano e internazionale dagli anni ‘60 al 2000, ed anche grazie a questo splendido centro sportivo multifunzionale Bologna si è imposta come Basket City.

 

STORIA SPORTIVA

 

Quale sport meglio del basket poteva “firmare” la solenne apertura del Palazzo dello Sport? Bologna è l'unica città italiana a vantare tre formazioni nella massima serie maschile, Virtus Minganti, Preti Gira e Moto Morini, che fino ad allora avevano disputato gli impegni di campionato nella famosa Sala Borsa. Si diede il via alle competizioni sportive il 12 settembre del 1956 con la disputa del Trofeo Mairano (giunto alla quarta edizione) considerato la più importante competizione di basket europeo di quegli anni.

Al Mairano furono invitate le sei più forti nazionali europee: U.R.S.S., Ungheria, Cecoslovacchia, Polonia, Svezia ed ovviamente Italia. L'Italia, allenata da Jim Mc Gregor, schierava una folta rappresentanza di giocatori "bolognesi": Alesini, Calebotta, Canna e Gambini della Virtus Minganti, Lucev e Macoratti del Preti Gira e Sardagna della Moto Morini. Dei giocatori "bolognesi" il virtussino Alesini fu il migliore in senso assoluto, seguito dai compagni Gambini e Canna.

Nei suoi sessant’anni di vita il Palasport ha poi ospitato le maggiori competizioni europee di varie discipline ottenendo sempre successi di partecipazione e di pubblico che sono andati oltre le aspettative.

 

AVVENIMENTI POLITICI E SOCIALI

 

Il PalaDozza è stato fin dalla sua nascita sede ideale di grandi incontri che hanno richiamato a Bologna leader politici, dirigenti sindacali e industriali ai massimi livelli. Congressi di partito, convegni, manifestazioni di ogni tipo si sono svolte al suo interno e spesso, proprio in base a quanto si è discusso nell’ambito bolognese, si sono poi tracciate linee politiche e industriali che hanno interessato tutta l’Italia condizionandone lo sviluppo. Al PalaDozza hanno trovato ospitalità anche manifestazioni religiose come la processione che si svolgeva nella giornata delle Palme.

 

II PALAZZO DELLA MUSICA

 

Il Palazzo dello Sport era stato appena inaugurato quando ebbe il suo primo incontro con la grande musica. La giovanissima età non impedì però la nascita di un intenso e autentico feeling, destinato a durare negli anni seguenti.

Il battesimo musicale del Palasport fu una cerimonia di grande impatto. Dagli Stati Uniti arrivarono i Platters e quattromila persone accorsero per vibrare ed esultare sulle note dei favolosi vocalist di colore.  Da allora centinaia di artisti, tutte le stelle del jazz mondiale, poi le immortali leggende del rock americano fino alle “stellette” del pop italiano, si sono esibiti sui palchi allestiti all'interno del grande ovale per riempirlo di note e ritmi scaldando, un pubblico sempre attento e presente.

 

 Per le foto dell’articolo si ringrazia la proprietà della “Collezione Luca e Lamberto Bertozzi

 

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