La mobilità a Bologna. Visione e orizzonte per disegnare il nostro futuro.

 

 

Comincio innanzitutto col ringraziare Automobile Club Bologna che mi ha dato l’occasione di scrivere un contributo per questo periodico e di entrare così in contatto con voi che ne siete i lettori.

 

Da un anno e mezzo sono Presidente della Commissione Mobilità del Comune di Bologna, un ruolo che mi onora e mi appassiona e al quale cerco di dedicare tutto l’impegno e la dedizione possibili. Penso che il compito di amministratore debba essere svolto con massima professionalità e con un studio e un ascolto costanti, soprattutto per non perdere mai il contatto con la realtà.

 

Quello della mobilità è un tema che, da sempre, accende un dibattito appassionante tra i cittadini. Si tratta infatti di un argomento tanto interessante quanto complesso ovunque, ma soprattutto a Bologna, città crocevia per l’Italia dalla quale passano le maggiori direttrici del traffico civile e di quello merci. Per questo dobbiamo guardare all’Europa, se vogliamo essere una città all’avanguardia e al passo con i tempi, sperimentando e innovando le nostre politiche.  

 

Le politiche sulla mobilità incidono non solo sui nostri spostamenti, ma anche sulla qualità della nostra vita e sull’ambiente. E quindi due sono gli obiettivi che, a mio avviso, dobbiamo porci nel medio e lungo termine.

 

Il primo è virare una grossa parte degli spostamenti quotidiani dal mezzo privato al mezzo pubblico. Per riuscirci, però, abbiamo bisogno di mezzi pubblici più moderni, più efficienti, più capillari, più tecnologicamente avanzati. Occorrono quindi importanti investimenti sulle tratte urbane ed extraurbane per collegare meglio la città di Bologna con i comuni dell’area metropolitana e viceversa; va potenziato fortemente il Servizio Ferroviario Metropolitano (SFM) e il tram che si sta immaginando per Bologna deve diventare un’infrastruttura complementare che colleghi ampie zone densamente abitate e fruite. Dobbiamo offrire un trasporto pubblico al passo con i tempi e proiettato sempre più nel futuro.

 

E sarebbe bello anche riaprire un dibattito sul metrò. Come riuscirci? Se ragionassimo come città metropolitana, da Valsamoggia a Imola, da Porretta e Malalbergo, con il suo milione di abitanti, potremmo immaginarci un’infrastruttura, connessa con l’SFM, frequente e veloce. Inoltre, passando in sotterranea almeno nel tratto cittadino, ci permetterebbe di avere un centro storico di Bologna preservato, protetto, completamente accessibile dandoci la possibilità di liberare spazi in superficie utili anche poter ampliare le pedonalizzazioni sette giorni su sette.

 

Il secondo obiettivo è quello di attuare politiche per facilitare la vita ai cittadini che hanno la necessità di muoversi e spostarsi per famiglia, lavoro e tempo libero. Utilizziamo il buon senso ed evitiamo azioni contro qualcosa o qualcuno che rischiano di mettere in contrapposizione i vari utenti della strada.

Lavoriamo per un sistema che favorisca il trasporto pubblico (affinché i bus arrivino in orario e non si fermino in mezzo al traffico così che sempre più persone li possano utilizzare), la mobilità pedonale e ciclabile e che sostenga buone pratiche per una mobilità sostenibile che favorisca  i processi virtuosi, incentivandoli, così da renderli strutturali nel tempo. Su questo una grossa mano può darla l’innovazione tecnologica. Penso per esempio al nostro trasporto pubblico che deve essere innovato nelle forme e modalità con le quali facciamo il biglietto, ricerchiamo una linea o un percorso; penso al nostro mezzo ciclabile per il quale dovremmo prevedere strumenti che mappino tutte le nostre piste ciclabili, penso insomma a tutte quelle tecnologie che possono migliorare sensibilmente la vita dei nostri cittadini.

Tutto questo tenendo presente una delle battaglie per me più importanti e sulla quale sto lavorando molto: la Sicurezza Stradale. Ci sono ancora troppe vittime e troppi feriti sulle nostre strade e su questo il nostro impegno deve essere massimo per portare il numero a ZERO.

Quattro sono a mio avviso le azioni da intraprendere: la prevenzione che va promossa nelle scuole di ogni ordine e grado, provando ad allargarla anche alla popolazione più adulta, unita al buon esempio che dobbiamo dare ai nostri figli; gli investimenti, ovvero strade, marciapiedi, piste ciclabili, passaggi pedonali mantenuti e aumentati; i controlli che devono servire far rispettare le regole ai vari utenti della strada; la tecnologia, puntando su strumenti ausiliari migliorativi come le strisce pedonali luminose o segnali di allerta per passaggi pedonali delicati.

Tutti gli utenti devono rispettare le regole del codice della strada, ma non dimentichiamoci che pedoni, ciclisti e persone anziane rappresentano categorie deboli. E quindi possiamo dare priorità di interventi davanti a  scuole, ospedali e parchi pubblici per garantire la massima sicurezza.

 

Un ultimo tema mi sta molto a cuore: l’uso del cellulare alla guida. Non ce ne rendiamo conto a sufficienza, ma il suo utilizzo è pericolosissimo e mette a repentaglio la vita di chi guida e di chi lo circonda. Dobbiamo a mio modo fare campagne ad hoc per il non utilizzo del cellulare oltre a incentivare i controlli e le sanzioni.

 

Ci aspettano mesi molto importanti a Bologna: dovremo discutere di piani complessi ma fondamentali per il futuro della nostra città, primo fra tutti il Piano Urbano della Mobilità Sostenibile.

Un lavoro lungo, complesso e appassionante che avrà bisogno di una forte visione e un chiaro orizzonte per disegnare una Bologna proiettata nel futuro.

 

Vinicio Zanetti

Presidente Commissione Mobilità, Infrastrutture, Lavori Pubblici - Comune di Bologna

 

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