Sabbioneta, gioiello padano

 

Nel Cinquecento, tra le brume della Padania, il duca Vespasiano Gonzaga fondò l’unico caso di città ideale progettata per essere capitale di un ducato. Dal 2008 Sabbioneta è Patrimonio Unesco ed è una limpida bellezza italiana da visitare, magari la prima domenica del mese, quando la scenografia è arricchita dal mercatino dell’antiquariato.

 

Sabbioneta emerge dalla piatta e pingue campagna lombarda come un miraggio e si materializza di colpo con i profili dei campanili e delle chiese che sbucano oltre le massicce mura di cinta. Questa cittadina, definita la “Piccola Atene” o la “Roma padana”, è una meraviglia architettonica ispirata ai canoni umanistici del Rinascimento.  E’ stata la realizzazione del sogno di un duca che volle imitare Cosimo I de Medici con la sua Terra del Sole o Pio II con Pienza. Parliamo di Vespasiano Gonzaga Colonna (1531-1591 ) che oltre a saper maneggiare la spada come tutti i Gonzaga, era architetto, umanista e poeta.

 

L’errante principe Vespasiano Gonzaga si stabili nel 1550 a Sabbioneta (allora minuscolo villaggio  appartenente al Ducato di Sabbioneta) con il titolo di duca. Qui progettò la sua città ideale concepita come una sorta di capitale europea. Fece costruire chiese monumentali, una sinagoga, palazzi ducali, e un meraviglioso teatro. Nacquero un ospedale, la zecca, il monte dei pegni, il cambiavalute, una scuola e una stamperia ebraica che col tempo divenne famosa.

Nei secoli successivi Sabbioneta ebbe una storia un po’ complicata e nel 1786 i sontuosi palazzi persero arredi, arazzi e sculture (trasferiti dal governo asburgico nella reggia gonzaghesca di Mantova) e gli edifici ducali vennero strasformati in caserme. Per fortuna Sabbioneta non fu toccata da invasioni e guerre e quindi il suo maestoso centro abitato, racchiuso entro le mura, è rimasto pressoché intatto. Nobili e vigorose architetture, il fascino espressivo dei massicci bugnati, l’incedere ritmico delle sequenze dei portici, i contrasti di luci e ombre degli edifici si combinano in un maestoso contesto urbano.

 

Quattro passi nel centro storico

Sabbioneta va visitata e goduta a piedi entrando in città dall’imponente Porta Imperiale (del 1579). E’ il primo approccio con la grandeur gonzaghesca, poi per silenziose strade acciottolate, con scorci su intime e pittoresche piazzette, si arriva nella luminosa piazza d’Armi. Al centro troneggia una colonna romana sormontata dalla statua di Pallade (“souvenir” portato da Rodomonte Gonzaga- personaggio dell’Orlando Innamorato - che aveva partecipato al Sacco di Roma con i Lanzichenecchi). Sulla piazza si affaccia la Galleria degli Antichi (un tempo ospitava una raccolta incredibile di opere greche e romane), una delle meraviglie sabbionetane, che s’impone allo sguardo con un armonioso e lungo porticato in mattoni a vista. Al piano superiore del palazzo si ammira un immenso salone (il “corridor grande”) impreziosito da finte colonne che terminano vicino alla porta ornata dallo stemma ducale. Altro edificio interessante, la cui bianca facciata contrasta con il rosso del cotto della Galleria, è palazzo Giardino il cui interno è una sorpresa per il susseguirsi di una serie di sale suggestivamente decorate.

 

Il teatro di corte

Fatti pochi passi lungo via Vespasiano s’incontra l’antico ed elegante edificio che ospita il Teatro Olimpico (o Teatro all’Antica), progettato in stile palladiano dal vicentino Vincenzo Scamozzi, ultimo grande architetto del Rinascimento. Varcato l’ingresso, il colpo d’occhio sulla mirabile struttura a semicerchio è sbalorditivo. Lo sguardo si concentra sul palco sopraelevato, su un elegantissimo loggiato sormontato da statue delle divinità olimpiche e dietro le colonne, in tante nicchie, ammiccano le figure abilmente affrescate di imperatori romani. Il soffitto è a cassettoni, la cavea a gradinate è di legno e il loggione è rappresentato da un affresco con spettatori.

 

Il cuore della città

 Un’altra meraviglia di Sabbioneta è la piazza Ducale, che ancora conserva la fisionomia e il tracciato voluto da Vespasiano Gonzaga. Sulla piazza, circondata dai tipici portici mantovani, prospettano la facciata di marmo bianco e rosa della parrocchiale di Santa Maria Assunta (interno ricco di opere d’arte) e quella del palazzo Ducale, che fu dimora di Vespasiano Gonzaga e fulcro della vita politica ed economica di Sabbioneta. La visita all’interno si configura come un viaggio di grande fascino a ritroso nel tempo in un incedere di sale splendidamente affrescate, ritratti di personaggi gonzagheschi e magnifici soffitti a cassettoni dorati. Il momento di maggior effetto si ha nelle sale degli Equestri e delle Aquile, dove fanno bella mostra cinque grandi statue a cavallo di legno colorato.

Il tour monumentale a Sabbioneta può concludersi con la visita alla chiesa dell’Incoronata (si trova alle spalle del palazzo Ducale), tra le più belle del Mantovano e dove Vespasiano volle essere sepolto: il suo mausoleo è vegliato da una statua bronzea che raffigura il duca come un imperatore romano.

 

Non solo Sabbioneta

Anche le frazioni vicine sorprendono i visitatori con emergenze architettoniche inaspettate. Come a Villa Pasquali, sereno paesotto a due chilometri da Sabbioneta andando verso Mantova, dove tra le basse case emerge l’imponente mole della chiesa di Sant’Antonio Abate. E’ un gioiello del barocco e del rococò mantovano, progettato da Antonio Bibiena nella seconda metà del Settecento. La scenografia della facciata è splendida e all’interno, a unica navata con cappelle laterali, stupiscono la ricca decorazione e gli arabeschi delle cupole.

 

 

SUGGERIMENTI DI VIAGGIO

Sabbioneta: é Patrimonio Unesco, è inserita nella lista dei Borghi più belli d’Italia ed è Bandiera Arancione Touring.

 

Iat Sabbioneta: piazza San Rocco, 2 – tel 037552039 – www.iatsabbioneta.org

Biglietteria monumenti presso palazzo Giardino (piazza d’Armi) – tel 0375221044 – sabbioneta@coopculture.it

 

Dove mangiare: Osteria La Dispensa, via Galleria, 3 – tel 0375221107 – Locale semplice ma accogliente (ha anche tavoli all’esterno) dove si gustano piatti della cucina mantovana; da provare i tortelli di zucca, lo stracotto d’asino, il luccio alla mantovana e la torta sbrisolona. Tra i vini, naturalmente il lambrusco.

 

Sosta camper: area sosta attrezzata in via De Gasperi (200 metri dal centro)- GPS N 44° 59.633 E 10° 29.283

 

 

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