CAIRO Automobile Club

June 28, 2018

 

Questo romanzo, ben scritto, avvincente, ben tradotto, ed edito da Feltrinelli nel 2013, ci riporta nel Regno d’Egitto, alla fine degli anni 40, quando questo paese era ancora un protettorato inglese.

L’Egitto era stato invaso e conquistato dagli Inglesi nel 1882 per garantirsi il controllo del Canale di Suez. L’opera, un canale navigabile di 164 Km di lunghezza, 53 mt di larghezza e 8 di profondità, progettato da trentino Luigi Negrelli e costruito dal francese Ferdinando Lesseps, è stata completata ed inaugurata nell’anno 1869.

Dopo anni di occupazione, nel 1914, a causa di forti movimenti nazionalisti sviluppatisi in tutta la zona, l’Inghilterra decise di trasformare l’Egitto in protettorato decretando, nel 1922, la nascita del Regno d’Egitto che durerà fino al 1953.  Ma il regno fu presto afflitto da corruzione e visto dai sudditi come un paese fantoccio nelle mani degli inglesi.

Intanto erano nati due forti movimenti antagonisti alla monarchia: il Partito Comunista Egiziano e la Fratellanza Musulmana.

Tutto ciò indusse, nel 1952, un gruppo di Ufficiali dell’esercito chiamato “Movimento dei Liberi Ufficiali” guidati dal Tenente Colonnello Gamal Abdu al Nasser a compiere un colpo di stato e decretare la fine della monarchia. Nel 1953, dopo aver mandato in esilio il Re Faruq e la sua famiglia, Nasser proclamò la Repubblica Araba d’Egitto.

Questo libro ci riporta agli ultimi anni di una monarchia ed un protettorato inglese che si esprime attraverso la presenza di una Automobile Club importata dall’Inghilterra alla guisa di un Club privato frequentato dall’alta corte e dove il Re passava le sue nottate giocando a poker. Ci racconta la vita di questo Club attraverso una perfetta descrizione dei personaggi che vi ruotano attorno, sia dipendenti sia dirigenti. E, in questo ambito, spiccano due figure: l’arrogante e razzista Direttore inglese dell’Automobile Club (Mr Wright) ed il terribile Camerlengo (il Kao) che, responsabile del personale, infliggeva continue punizioni corporali ai servitori nubiani. Non manca neanche un ruffiano del Re, italiano. Si racconta inoltre anche la miseria del popolo attraverso la vita di una famiglia giunta al Cairo dall’alta Nubia per cercare lavoro che troverà come uomo di fatica e di un ragazzo, Kamel, che si unisce ad un gruppo di giovani comunisti guidati da un principe, cugino del re, eseguendo insieme atti maldestri di istigazione alla rivoluzione e finendo tutti arrestati. Tuttavia, questo infausto tentativo, alcuni anni dopo, nel 1952, costituirà motivo di istigazione al colpo di stato dei colonnelli.

 

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